Elogio confindustriale del blitz liberista. Ma ora i fatti, prego

“Una proposta interessante sulla quale vale la pena ragionare”. Federica Guidi, presidente dei Giovani di Confindustria, commenta così l’idea del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di praticare una radicale autocertificazione per i protagonisti dell’economia reale. “Dire che l’eccesso di regole blocca lo sviluppo – spiega Guidi al Foglio, riprendendo le parole del ministro – significa esprimere una verità che noi imprenditori conosciamo bene.
16 AGO 20
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“Una proposta interessante sulla quale vale la pena ragionare”. Federica Guidi, presidente dei Giovani di Confindustria, commenta così l’idea del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di praticare una radicale autocertificazione per i protagonisti dell’economia reale. “Dire che l’eccesso di regole blocca lo sviluppo – spiega Guidi al Foglio, riprendendo le parole del ministro – significa esprimere una verità che noi imprenditori conosciamo bene. Ogni giorno dobbiamo misurarci con codicilli, balzelli, code fuori dagli uffici pubblici, che rendono più oneroso il nostro mestiere”. Guidi è alle prese con l’organizzazione del tradizionale convegno di Santa Margherita, dove da venerdì si discuterà di “Responsabilità e riforme. Per un nuovo destino del paese”.

“Chiederemo riforme per dare maggiore grado di libertà economica
e maggiore spazio di manovra al nostro sistema produttivo. Le regole servono e devono essere rigorose: ma troppe regole rischiano di essere controproducenti”. La libertà economica è stata, nel passato, il filo conduttore degli incontri organizzati da Guidi, che ha avviato la sua presidenza con una riflessione sulle norme lavoristiche e, l’anno scorso, ha approfittato dell’appuntamento ligure per porre proprio il problema di come il paese si ritroverà all’uscita dalla crisi. Il tema del “dopo la crisi” continua a condizionare il modo in cui gli imprenditori guardano al domani: superata la fase acuta della recessione, e sperabilmente dribblata la crisi del debito, resteranno in Italia i vincoli strutturali che hanno rallentato lo sviluppo. Vincoli che riguardano la fiscalità, l’inefficienza della Pubblica amministrazione, la confusione del quadro normativo.

L’intenzione di Tremonti di intervenire su quest’ultimo fronte non può passare inosservata, dunque, agli occhi di Confindustria. “Se per raggiungere questo obiettivo – dice Guidi – e più specificamente per praticare la deregulation invocata da Tremonti, bisogna cambiare la Costituzione, è giusto non escludere questa possibilità a priori”. Continua Guidi: “Penso che molto possa essere fatto anche a Costituzione vigente. Potrebbe essere utile distinguere tra misure applicabili rapidamente e altre che richiedono un percorso più lungo. Forse l’istituto dell’autocertificazione potrebbe essere utilizzato validamente in attesa di portare a compimento il ragionamento sulla necessità di modifiche costituzionali”.

L’autocertificazione come “ponte” verso un nuovo equilibrio
è, in sostanza, un modo per far convivere la necessaria lunghezza delle revisioni costituzionali con l’esigenza di offrire una risposta immediata alle difficoltà della crisi. Nell’idea di Tremonti coesistono in realtà una fase di intervento immediato per aiutare le aziende durante la recessione, e una riforma strutturale per rendere più competitivo il sistema paese. I dati, del resto, sono eloquenti: il rapporto annuale della Banca mondiale Doing Business assegna sistematicamente al nostro paese la posizione della cenerentola nel mondo industrializzato. Guidi rivendica il diritto dei Giovani di guardare al futuro, ma non trascura il presente. “In un momento così difficile la priorità del ministro è la solidità dei conti pubblici. Non poteva essere altrimenti. E dunque siamo pronti a fare la nostra parte. Ma, nel lungo termine, ci permettiamo di ricordare che le nostre imprese hanno bisogno di interventi per la crescita”.